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La mia VITA da COACH: un viaggio, 

una continua scoperta

Ultimamente mi ritrovo sempre più spesso a fare cose che mai avrei pensato di dover o voler fare.

È con stupore che provo soddisfazione e riscontri positivi da parte degli altri esplorando nuove aree.

È per me una continua scoperta, della vera me che viene fuori. 

Anni fa, grazie ad una laurea in economia, passavo le mie giornate davanti a fogli Excel. Ora, dopo formazioni di tutt'altro genere, lavoro a stretto contatto con le persone e amo stare con loro, assistere al loro rifiorire. 

Fa tutto parte del mio percorso e chissà a cos'altro mi porterà.

Tempo fa avevo letto che il COACH è:

-    colui che vive al di fuori della propria confortzone. Difatti, come potrebbe portare le altre persone a superare barriere se prima non ha superato le proprie?

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-    uno STRUMENTO di trasformazione per l'altro, che va tenuto accordato. Occorre che si prenda cura di sé e sviluppi amore e compassione per l’altro. Continuando su questa metafora: per poter emettere suono, deve mettersi da parte. Può un flauto pieno suonare? No di certo! Mettersi da parte significa non essere ripieno delle proprie paure, dei propri problemi.

Svuotarsi di sé per poter essere presenti per l'altro.

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In altre parole, si tratta di essere la migliore versione di sé per poter portare gli altri a migliorarsi.